{"id":2824,"date":"2020-06-16T13:12:07","date_gmt":"2020-06-16T13:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/?page_id=2824"},"modified":"2021-04-14T06:51:23","modified_gmt":"2021-04-14T06:51:23","slug":"supertuscan","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/supertuscan\/","title":{"rendered":"Supertuscan"},"content":{"rendered":"<h2>Le origini del Supertuscan<\/h2>\n<p>Il termine <strong>Supertuscan<\/strong> fu coniato negli anni ottanta, pare, da un giornalista inglese e Master of Wine, tale Nicholas Belfrage che in pratica colm\u00f2 un vuoto legislativo descrivendo \u201ccommercialmente\u201d e non legalmente una tipologia di vini che si collocava al di fuori dei disciplinari di produzione delle varie DOC e DOCG tipiche della Toscana (Chianti, Chianti Classico, etc.), ma che aveva adottato standard qualitativi di produzione molto elevati; di fatto il nostro Nicholas Belfrage fotograf\u00f2 una situazione gi\u00e0 in essere dalla fine degli anni sessanta quando nacque il <strong>Vigorello<\/strong> nella Azienda Agricola San Felice nel cuore del Chianti Classico; correva esattamente il 1968, anno evidentemente dedicato alle rivoluzioni, perch\u00e9 di questo si tratt\u00f2 in relazione al discostamento di questo vino dalla ricetta classica del Chianti che prevedeva Sangiovese, Canaiolo, Colorino, Malvasia, Trebbiano etc., usando l\u2019eretica miscela di Sangiovese e Cabernet Sauvignon senza tradirne comunque la \u201ctoscanit\u00e0\u201d salvaguardata dalla decisa presenza, appunto, del 70% di Sangiovese, da l\u00ec a poco sarebbero arrivati alla ribalta il <strong>Sassicaia<\/strong> ed il <strong>Tignanello<\/strong>, nomi ben pi\u00f9 noti al consumatore di oggi.<\/p>\n<p>Ma chi ha avuto prima di ogni altro la \u201cvisione\u201d del futuro della enologia toscana e, dico io, il coraggio di metterla in pratica in quel di Bolgheri,nel lontano 1944, \u00e8 stato il Marchese Incisa della Rocchetta aiutato (ma forse qualcosa di pi\u00f9) dal \u201cpadre\u201d di quelli che saranno i futuri Supertuscan, l\u2019enologo <strong>Giacomo Tachis<\/strong>, recentemente scomparso, a cui dobbiamo il riconoscimento di aver proiettato l\u2019enologia di questa fantastica ed unica terra toscana verso l\u2019internazionalizzazione ed il riconoscimento di questi luoghi come \u201cterra madre\u201d per la produzione di vini di altissimo rango, \u00e9 grazie a lui se oggi <strong>Sassicaia<\/strong> \u00e8 sinonimo di grande, grandissima qualit\u00e0. Senza dubbio, per Incisa della Rocchetta, l\u2019essere cugino della famiglia Antinori (produttori secolari di vino) ha favorito di molto la conoscenza, la convinzione e la \u201cvisione\u201d del progetto, ma dobbiamo inchinarci di fronte alla sua scelta di \u201cimportare\u201d l\u2019uva \u201c<strong><em>franzosa\u201d<\/em><\/strong> (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot) e progettari nuovi scenari per nuovi vini.<\/p>\n<h2>Le ragioni del Supertuscan<\/h2>\n<p>Molti utenti, ancora oggi non capiscono la differenza fra un Supertuscan e, per esempio un Chianti o un Chianti Classico\u2026presto detto: gli ultimi due sono delle <strong>DOCG<\/strong> (<strong>D<\/strong>enominazione d\u2019<strong>O<\/strong>rigine <strong>C<\/strong>ontrollata e <strong>G<\/strong>arantita)dove le regole di produzione (tipo di uve, percentuali, rese uva per ettaro, etc.) sono stabilite e garantite, per legge, da un disciplinare di produzione e controllate da un Consorzio di Tutela, i Supertuscan sono delle <strong>IGT<\/strong> o <strong>IGP<\/strong> (<strong>I<\/strong>ndicazione <strong>G<\/strong>eografica <strong>T<\/strong>utelata o <strong>I<\/strong>ndicazione <strong>G<\/strong>eografica <strong>P<\/strong>rotetta che sono due sigle diverse per significare la stessa cosa) dove le stesse regole sono dettate essenzialmente da due fattori: la \u201cfilosofia\u201d del produttore ed il mercato, il consumatore ha \u201csoltanto\u201d la garanzia che quel determinato vino \u00e8 stato prodotto con le uve nate in quella determinata regione, da l\u00ec in poi \u00e8 il produttore che fa la differenza e, successivamente, il consumatore la scelta e la selezione. Per questo A Solat\u00eco ha scelto la seconda via, senz\u2019altro pi\u00f9 impegnativa ma certamente pi\u00f9 atta a valorizzare al meglio il proprio lavoro ed il proprio impegno nonch\u00e9 la tipicit\u00e0 del fantastico territorio che la ospita: la Toscana.<\/p>\n<h2>I vini Supertuscan oggi<\/h2>\n<p>Molti utenti, ancora oggi non capiscono la differenza fra un Supertuscan e, per esempio un Chianti o un Chianti Classico\u2026presto detto: gli ultimi due sono delle <strong>DOCG<\/strong> (<strong>D<\/strong>enominazione d\u2019<strong>O<\/strong>rigine <strong>C<\/strong>ontrollata e <strong>G<\/strong>arantita)dove le regole di produzione (tipo di uve, percentuali, rese uva per ettaro, etc.) sono stabilite e garantite, per legge, da un disciplinare di produzione e controllate da un Consorzio di Tutela, i Supertuscan sono delle <strong>IGT<\/strong> o <strong>IGP<\/strong> (<strong>I<\/strong>ndicazione <strong>G<\/strong>eografica <strong>T<\/strong>utelata o <strong>I<\/strong>ndicazione <strong>G<\/strong>eografica <strong>P<\/strong>rotetta che sono due sigle diverse per significare la stessa cosa) dove le stesse regole sono dettate essenzialmente da due fattori: la \u201cfilosofia\u201d del produttore ed il mercato, il consumatore ha \u201csoltanto\u201d la garanzia che quel determinato vino \u00e8 stato prodotto con le uve nate in quella determinata regione, da l\u00ec in poi \u00e8 il produttore che fa la differenza e, successivamente, il consumatore la scelta e la selezione. Per questo A Solat\u00eco ha scelto la seconda via, senz\u2019altro pi\u00f9 impegnativa ma certamente pi\u00f9 atta a valorizzare al meglio il proprio lavoro ed il proprio impegno nonch\u00e9 la tipicit\u00e0 del fantastico territorio che la ospita: la Toscana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini del Supertuscan Il termine Supertuscan fu coniato negli anni ottanta, pare, da un giornalista inglese e Master of Wine, tale Nicholas Belfrage che in pratica colm\u00f2 un vuoto legislativo descrivendo \u201ccommercialmente\u201d e non legalmente una tipologia di vini che si collocava al di fuori dei disciplinari di produzione delle varie DOC e DOCG [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2824","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2824\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.i-tuscany.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}